Le proprietà terapeutiche del sale inalato e a contatto con la pelle sono note fin dall’antichità. In tutta la sua storia l’uomo ha ben compreso e sfruttato le proprietà del sale, anche in regioni remote del continente lontane dai litorali marini, mediante l’estrazione dei cristalli da cave e grotte naturali.

Le grotte di sale sono una delle scoperte più recenti, per quanto riguarda il trattamento naturale di numerosi disturbi. Era il 1843 quando il dottor Felix Boczkowski decise di effettuare degli studi con l’obiettivo spiegare i dati, raccolti presso i medici dell’epoca, sulla salute dei lavoratori delle miniere di sale. Analizzando tali dati si giungeva infatti all’inattesa conclusione che i minatori delle miniere di sale presentavano una salute migliore rispetto alla media della popolazione dell’epoca.

Da tempi remoti si conoscono gli effetti benefici dell’aria di mare sulla salute delle persone, ma fino all’avvento del dottor Feliks Boczkowski non era stata effettuata alcuna ricerca mirata. I principali studi vennero svolti nelle miniere di sale di Wieliczka, in Polonia. Il dott. Felix Boczkowski descrisse le sue osservazioni nel libro “O Wielicze pod wzgledem historyi naturalnej, dziejow i kapieli” che pubblicò riscuotendo il consenso dei medici “più illuminati” dell’epoca. In questo scritto si attribuiscono gli effetti curativi delle miniere fondamentalmente a tre fattori: i microelementi presenti nell’ambiente, la temperatura e l’umidità, la concentrazione dei microelementi rispetto ad ambienti esterni.

Di fatto il luminare polacco fu il primo a cimentarsi in quella che chiamò haloterapia, facendo respirare ai suoi pazienti microelementi del sale. Chiaramente si trattava di sale delle miniere, al 95% salgemma, un elemento abbastanza diverso dal sale da cucina diffuso attualmente.